
Guardando la Top
La top 8 è specchio di un meta dove anche le previsioni più scontate si perdono nella giungla, fatte a pezzi da build selvagge e variegate. 0 High Tide, 0 Jund e 0 Mono Red Canonici in top 8: i 3 mazzi più attesi non sono arrivati fino alla fine, con Mono Red avente come rappresentate non la variante Pingers o Madness, bensì quella Rally rispolverata da un esponente polacco in modalità toro per tutto il weekend.
Seguendo il pattern di Mono Red Rally, Terror finalmente rompe la maledizione italiana e riesce a piazzarne due nella top di un Geddon, due build, ispirate al player mtgo Luminati, che corrono scalze rinunciando alle storiche Deep Analysis per abbracciare la filosofia all in del mazzo tempo senza piani B.
Le reliquie nella side di un archetipo come UW Cawgate e i mono per di monarca e [[Okiba-Gang Shinobi]] nel maindeck di Mardu Synth non fanno godere il mio concetto di deck building premiante e rinforzano la concezione che nella giungla vale tutto.
I due RG Monsters danno una solida alternativa a Mono Red per chi volesse giocare aggro in Pauper, senza essere messi sotto scacco da una Hydro di troppo o dalle solite Weather ormai onnipresenti nelle side, un'aggressione più pesante e difficile da contenere in mid. Questo approccio fa rivivere il Timmy player dentro di noi che si ritrova a giocare i mostri veri nel competitivo, cascando, slandando, emblemando ed idrando il prossimo.
La run miracolosa di Caw Gate, mazzo considerato fuori meta in ogni tierlist, evidenzia il concetto che un ottimo player ha sempre una piccola possibilità di far avverare la "Cinderella Story" del suo pet deck.--- Unknown node: hardBreak ---Anche in una top 8 che inizia con RG Monsters, la varianza può stravolgere un MU proibitivo e la buona sorte può regalare una strada spianata dove Mono Red Rally e Mono U Terror fanno solo da gradite comparse.
Altar Tron che chiude la Top 8 e ben due Familiars con un Izzet Terror sbarazzino presenti in Top 16 danno una immagine del formato incredibile per quanto riguarda il punto di vista di un player medio di una Lega Pauper locale che vede varietà e previsioni infrante da mazzi inattesi che vivono la loro giornata di gloria.
Da un punto di vista strettamente competitivo dove si prediligono meta ristretti e prevedibili con scelte di deck building e hard testing che danno un edge, questa top ha rappresentato un fallimento.
Conclusioni
Per quanto mi riguarda preferisco un Pauper giungla pieno di sorprese nel leggere i mazzi che ce l'hanno fatta in un determinato evento, dove ognuno può imbracciare il vessillo del suo pet deck, piuttosto dell'ennesimo formato competitivo ma risolto che aspetta solo la prossima espansione o la prossima banlist per avere una boccata d'aria fresca.
Sembra un paradosso da dirsi: è godibile giocare Pauper in maniera competitiva, a patto che il meta non sia competitivo.
Organizzazione
Location
Il Polo Fiere di Lucca si è rivelata una location adeguata all' alto numero di partecipanti, non si stava stipati come sardine ai tavoli e ci si poteva muovere liberamente con l'area artisti disposta in modo logisticamente impeccabile.
Con il crescere dei numeri e dell'internazionalità dell'evento è necessario mantenere certi standard qualitativi, dopo la disfatta di Roma ho sentito deversi stranieri soddisfatti dalla location e questo vale più di molte polemiche.
Impossibile che passi un'edizione del Geddon senza le relative polemiche, di cui parlerò in seguito, per ora non mi sono arrivate all'orecchio quelle a tema arbitrale sempre molto calde e variopinte nelle scorse edizioni: sono davvero sollevato per questa assenza dato che ultimamente non sembrava esserci tregua.
Mi sono sempre ritenuto una cartina di tornasole per quanto riguarda la temperatura ai Geddon, dopo aver avuto un poco memorabile calo di zuccheri ai Geddon in Uguzzone dei tempi d'oro ed avuto un mancamento in quell'inferno della Leopolda di ormai due anni fa, posso testimoniare che la temperatura nella location lucchese era più che onesta, l'aria condizionata c'era e nonostante le numerose persone la temperatura era abbastanza calda ma lungi dall'essere insostenibile.
Per questo, per una volta, non mi accodo alle polemiche sul troppo caldo durante l'evento: nel caso aveste pretese di una temperatura da clima in casa durante il Geddon in un Polo Fiere con oltre 1.500 persone al suo interno, l'opzione restare a casa a godersi lo streaming nella più chill delle temperature, resta la più realistica.
Logistica
L'altra polemica logistica riguardava la ristorazione all'evento: c'erano un bar all'interno del Polo ed uno esterno, per i critici troppo pochi per far fronte alla mole di gente presente e con code vertiginose per la colazione.
Personalmente non ho vissuto questo disagio per il semplice fatto che ho fatto colazione in appartamento / al bar durante i giorni del Geddon, pranzando al più con un panino e frutta secca portate da supermercato, tuttavia ho assistito alla coda chilometrica pre-evento per la colazione.
Detto ciò sono in una posizione abbastanza neutrale sulla polemica: non sono troppo convinto che aggiungere bar o punti ristoro per velocizzare eventuali code colazione sia la mossa del destino da un punto di vista logistico, ritengo che i bar siano da usufruire in caso di emergenza o sfizio e che non bisogni farci troppo affidamento per la propria alimentazione quotidiana. Polemica in un certo senso fondata ma che non mi tocca troppo e che lascia il tempo che trova.
Mi fa davvero strano non potere scrivere nel titolo degli articoli un semplice "Top 8 Paupergeddon Lucca 2025", trovandomi a scomodarmi per specificare "Paupergeddon Summer Edition Lucca 2025".
Come molti sapranno tutti i prossimi Paupergeddon saranno a Lucca e verrà a mancare la natura originaria dei Paupergeddon: 3 edizioni l'anno, una al Nord, una al Centro e una al Sud per unire l'Italia e garantire la stessa rappresentanza alle varie zone della community nostrana che si ritrovavano almeno un Paupergeddon all'anno comodamente nelle "vicinanze".
Nonostante possa piangere il cuore rinunciare alla vecchie tradizioni e ai cari buoni propositi, sono saldamente a favore della nuova linea per una ragione pratica: quando un evento diventa internazionale e la triade location/qualità/prezzo deve in qualche modo quadrare, si deve scendere a compromessi ed affidarsi a organizzatori titanici.
Nel caso specifico, l'organizzatore titanico in questione è Boose: senza slavare il ragionamento con frasi amichevoli e di facciata sentite e risentite sull'uomo, si può dire che come primo Geddon a Lucca sia stata eseguita un'impresa con un'organizzazione non solo pulita ma ricca, ricca di artisti, premi e chicche; qualcosa che va oltre l'esecuzione scolastica di un compito, qualcosa che fa sentire che "importa dei giocatori e della loro esperienza".
Grandi polemiche finali
Vorrei chiudere con una polemica personale, quella sui numeri del Pauper. Sento sempre più spesso durante le ultime edizioni porre l'accento e citare ad ogni occasione buona, i numeri in crescita dell'ultimo Geddon e del formato in generale.
Di per sé, non c'è nulla di male nel farlo e quello che mi fa storcere il naso sta nella misura e nella costanza con cui ciò avviene: quando si dà troppa importanza ad un aspetto si dedica poco spazio mentale al resto.
Questo inseguire numeri sempre più grandi con una mal celata smania di sbandierarli mi amareggia, un atteggiamento di qualcuno che sembra avere sempre qualcosa da dimostrare a una parte di community che ha sempre ritenuto questo qualcuno inferiore e non valevole.
Sarebbe più genuino e mi renderebbe orgoglioso un Pauper che non sentisse più il bisogno di giustificarsi e di chiedere validità inseguendo e sbandierando i suoi numeri con questa piccola mentalità provinciale del voler essere guardato ed ammirato ad ogni occasione buona perdendo il gusto del momento solo per condividerne l'ennesima fotografia.
Un piccolo appello per smettere di parlare del formato esclusivamente attraverso la narrativa dei numeri e del relativo flex, concentrandosi sul narrarne e viverne la bellezza.
Probabilmente ciò non avverrà e ci si rifletterà solo quando un piccolo inciampo fermerà la corsa fine a se stessa costringendo ad osservare il panorama.
Al prossimo evento che, anche se non sarà sempre più big, sarà pur sempre Pauper.


